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Autore: Paola Ardemagni
Pubblicato il: 03/03/2026
Fino al secolo scorso chi abitava in cascina lavorava per il “ padrone” e pertanto doveva assoggettarsi alle regole dettate dallo stesso. Era lui che alle 22:00 di sera chiudeva il portone di accesso ( unica apertura ) e chi restava chiuso fuori non poteva più rientrare fino al mattino seguente. I dipendenti che abitavano all’interno erano detti “ sciavander” ( con la “ c” dura) ed erano disprezzati da chi abitava in paese perché ritenuti di ceto inferiore.
Il termine “ sciavandèra” era usato in tono dispregiativo verso una donna da coloro che vivevano fuori da quella realtà.
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